AIR MAX UNIT: AIR TOTAL MAX 95

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Air Total 95, meglio conosciuta come AirMax 95, ha una storia complessa. A differenza delle precedenti evoluzioni della gamma AirMax, questa non viene progettata da Tinker Hatfield, bensì da un italiano, Sergio Lozano.

Lozano era già part del team di Nike, ma il suo lavoro, fino ad allora, no si era mai accostato all’ambiente del running, piuttosto verteva sul tennis e sul training.

L’ispirazione per AM 95, spiega Lozano in un’intervista, mosse dalla natura, ossia mentre osservava il paesaggio a Beaverton (Oregon), si concentrava sull’erosione che produce l’acqua sulle rocce del lago. Traendo ispirazione da quell’attimo realizzò uno schizzo che venne rielaborato solo alcuni mesi dopo, quando venne reclutato nel progetto di Air Max.

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La scala cromatica delle rocce erose venne così trasferita sulla tomaia.

Per quanto concerne all’ambito che analizziamo, dunque l’evoluzione dell’Air Max Unit, è importante sapere che con AM95 viene introdotta una novità assoluta, una vera innovazione!

Il cuscinetto di poliuretano viene esteso anche sull’avampiede con l’obiettivo di rendere pi confortevoli le prestazioni del runner.

 

Altra novità del designer italiano è quella del giallo fluo, caratteristica totalmente assente nelle versioni precedenti della gamma.

Vi aspettavate che uno dei modelli più iconici dello stile AirMax venne disegnato da un italiano?

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AIR MAX UNIT: AIR MAX 93

Proseguiamo nel rivivere il percorso evolutivo della sole unit di AirMax. Nello scorso episodio abbiamo analizzato il progresso di Air Max 180, in quest’occasione vedremo invece la storia di Air Max 93.

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Rilasciata per la prima volta nel 1993 anche AM 93  nasce dalla mente crativa dello ‘Scienziato’, così la casa dell’Oregon identifica il genio creativo Tinker Hatfield. L’ispirazione per evolvere l’air max unit di questa edizione nacque da un dilemma: ”come si può stupire un pubblico che è rimasto già sorpreso?”

Questa silhouette affonda le radici sulle scanalature flessibili di Air Max 90, tuttavia viene apportata una modifica strutturalmente efficiente per garantire ancora più comfort: il rivestimento interno ”dynamic fit”, un’impalcatura in neoprene che parte dal tallone e arriva a coprire la caviglia, in modo da mantenere più saldo l’attaccamento tra estremità della gamba e inizio del piede.

In merito all’Air Max Unit, Hatfield decise di aumentarne la visibilità, portando il cuscinetto di poliuretano ad estendersi effettivamente per 180 gradi, portando a compimento l’idea della struttura di AM 180.

 

 

 

AIR MAX UNIT: AIR MAX 180

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Di recente queste sneakers sono riemerse sia con uscite singole che con collaborazioni, tra le quali quella con CdG.

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Nonostante ciò, stando nel nostro ambito, Air Max 180 venne proposta per la prima volta nella storia nel 1991. Anche queste prodotte dal genio creativo di Tinker Hatfield, che tuttavia collaborò con Bruce Kilgore, ideatore di AF-1 Low.
Questi due leggendari personaggi di Nike si unirono per rendere visibile l’Air Max Unit a 180 gradi. Infatti, oltre alla sua linea estetica completamente nuova rispetto alle versioni precedenti, l’Air Visible era più larga del cinquanta per cento rispetto alle strutture delle Air Max disegnate solo da Tinker. Per quanto concerne ai materiali utilizzati, l’AM Unit 180 vene realizzata con le stesse caratteristiche di sempre, ma venne rinforzata soprattutto sui lati essendo appunto più grande e spessa e dato che nel camminare poggia su una porzione più grande di terreno.

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AIR MAX UNIT: AIR MAX IV

In questo appuntamento settimanale con la sezione INVENTIONS di ShooterMag ci troviamo ad analizzare, come avevamo anticipato più volte, l’evoluzione di una delle più grandi invenzioni nel mondo del footwear: Air Max Unit.

A tal proposito abbiamo visto l’ultima volta Air Max III, o meglio conosciuta come Air Max 90.

Oggi analizzeremo nel complesso la tappa successiva nell’evoluzione, Air Max IV, o come molti di voi la conoscono, Air Max Classic o Air Max BW.

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La Nike Air Classic BW si presenta al mondo per la prima volta nel 1991 con: intersuola in PU, cuscinetto Air nel tallone, tomaia in pelle, maglia sintetica e suola in gomma al carbonio ”BRS 1000”.
Il suo nome ”BW” (Big Window) deriva dal fatto che rispetto alle edizioni di Air Max che l’hanno preceduta, presenta un cuscinetto a vista (window) più grande del solito.

Di recente è stata riproposta sul mercato con la colorway OG ma con materiali diversi, più adatti al lifestyle.

 

AIR MAX UNIT: AIR MAX III

Come detto nell’appuntamento precedente, ShooterMag ha intrapreso per la rubrica settimanale di INVENTIONS,  un’ analisi sul percorso evolutivo di una delle più grandi invenzioni del mondo del footwear: Air Max Unit.

Lo scorso episodio abbiamo trattato di Air Max II o Air Max Light del 1989; questa volta proseguiamo con un colosso che nel nostro Paese è stato seguito per molto tempo ed è seguito tutt’ora, Air Max III, meglio conosciuta come Air Max 90, dato il suo anno di uscita, appunto il 1990.

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La storia di questa silhouette parte proprio dall’anno da cui ha preso il suo soprannome, prodotta da Nike nel 1990, prende spunto dalla creatività di Tinker Hatfield, mito indiscusso della storia di Nike.

La prima edizione mai pubblicata è quella che potete osservare qui sopra, la ”INFRARED”, colorazione che ha fatto la fama di questo modello, in vigore tutt’ora.

Per quanto riguardo il centro della nostra analisi, dunque l’evoluzione dell’assetto dell’unità AIR, l’intersuola voene prodotta con gli stessi prodotti dei suoi predecessori, ma la forma viene modificata in senso di larghezza per ottenere un maggiore comfort in relazione alla forma più innalzata dell’upper e più squadrata della sole unit.am90.001.jpeg

AIR MAX UNIT: THE EVOLUTION OF VISIBLE AIR

Nella sezione INVENTIONS, abbiamo deciso di illustrarvi alcune delle più importanti rivoluzioni e/o innovazioni apportate dai vari brands nel mondo della Street Culture e specialmente in quello delle sneakers. A tal riguardo è impossibile non descrivere l’evoluzione di Air Max Unit, sistema assolutamente rivoluzionario creato da Nike. Vi abbiamo parlato del primo esempio di questa tecnologia, Air Max 1 e dell’ultimo, Vapor Max.

Questo articolo, come alcuni che seguiranno, volgerà a descrivere, invece, le tappe principali nella scala evolutiva di Air Max Unit. La scala evolutiva si è sviluppata a partire dal lontano 1987, in questo senso:

  • Air Max I 1987
  • Air Max II (conosciute come Air Max Light) 1989
  • Air Max III (conosciute come Air Max 90) 1990
  • Air Max IV (conosciute come Air Max BW o Air Max Classic) 1991
  • Air 180 1991
  • Air Max 270 (conosciute come Air Max 93) 1993
  • Air Total Max 95 1995
  • Air Max 97 (conosciute anche come Air Max Silver)
  • Air Max 98
  • Air Max 2003
  • Air Max 360 2006
  • Air Max+ 2009
  • Air Max Skyline
  • Air Max LTD
  • Air Max LTD 2
  • Air Max+ 2013
  • Air Max 2014
  • Air Max 2015
  • Air Max 2016
  • Air Max 2017
  • VaporMax

Oggi parleremo di Air Max II o Air Max Light (1989).

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La sua struttura ricorda particolarmente quella di AirMax 1, ma si possono intravedere anche altri piccoli dettagli riconducibili ad edizioni successive. Tuttavia, in merito al tema di cui parliamo, dunque la sua Air Max Unit, possiamo dirvi che è composta da un’intersuola con tacco in poliuretano che incapsula la sole unit e si incastra con l’unità di phylon nell’avampiede. Il risultato? Eccellente flessibilità e assoluto comfort ad ogni passo.

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NEW BALANCE, ENCAP & ABZORB

Oggi per la sezione INVENTIONS vogliamo parlarvi di due innovazioni fatte da un singolo brand, New Balance.

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La prima ad essere analizzata è la tecnologia ENCAP.

ENCAP viene utilizzata da New Balance per la creazione della sole unit dei suoi modelli.  Il suo scopo è molto semplice, agevolare l’impronta dell’utente e facilitarne la camminata.
La struttura di questa tecnologia si basa su una suola realizzata in due materiali: gomma EVA e poliuretano, la gomma EVA è molto più flessibile e avvolta in un cuscinetto di poliuretano, molto più resistente e duraturo, comportano solidità totale nel battistrada oltre a un’ammortizzazione e una flessibilità uniche che contribuiscono ad un comfort totale.
La tecnologia Encap si trova in diversi modelli del brand: New Balance 574, New Balance 576 o New Balance 1500.

Nel video in basso potete osservare l’innovazione di questa suola americana all’opera:

 TECNOLOGIA ENCAP

 

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La seconda che analizzeremo in questo articolo è la tecnologia ABZORB.

La tecnologia Abzorb in questo caso, si basa sull’obiettivo di  ridure l’impatto del piede sul terreno. È costituita da una struttura che consente un assorbimento totale degli impatti grazie alla sua grande ammortizzazione.
In un modo più tecnico, la tecnologia Abzorb si basa su un elastomero che disperde la forza applicata verticalmente in ogni passo in modo da diffondersi su tutta la pianta del piede e non solo nel tallone, rendendo meno sofferenti le nostre ossa e le nostre articolazioni.
Esempi di questa tecnologia si trovano in modelli come New Balance 1600.

Potete osservare questa tecnologia all’opera in questo video:

TECNOLOGIA ABZORB